Testimonianze dal Viaggio Spirituale 2014

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Testimonianze dal Viaggio Spirituale 2014 2017-11-03T23:43:02+00:00

Ecco alcune testimonianze del viaggio spirituale avvenuto nel 2014.
Clicca sui blocchi che contengono i nomi per vedere le parole dalla viva voce di chi ha partecipato.

155 piccoli orfani, un grande padre e prezioso Maestro, insegnanti eccezionali, volontari premurosi.
Benvenuti in una scuola speciale, benvenuti alla Tashi School.
Appena entri in questa scuola ti accorgi subito che non è come tutte le altre. Qui i bambini sono felici, lo sono davvero, sono assolutamente e inequivocabilmente felici. Felici nella loro devastante semplicità, felici con poco, felici nel dirti “We don’t need”, “Non ne abbiamo bisogno”, quando offri loro un biscotto o un pezzo di cioccolato, salvo poi accettarlo solo per il gusto di condividerlo con te, tra una risata e un abbraccio.
Quanti abbracci, quante carezze, quanta emozione quando ti corrono incontro e con occhi sinceri ti dicono “Tashi Delek”, quando ti sorridono con quella gioia che viene dal cuore, quando ti raccontano la loro vita, la storia del loro paese, quando ti insegnano le loro canzoni.
Ti svegli al mattino, nella tua Guest House e trovi i loro bigliettini fuori dalla porta che ti aspettano, con frasi bellissime tutte per te, e allora ti chiedi: “Come si fa?, come è possibile tutto questo?” La risposta è semplice, la risposta è il loro Maestro, la persona che chiama tutti loro “i miei figli”. La risposta è Lama Tashi, che insegna loro la via dell’amore, la via della compassione, che ha scelto per loro insegnanti incredibili che sono lì, con loro, per loro giorno e notte, ad insegnare non solo scienze, matematica, inglese ecc., ma ad insegnare loro la vita, l’arte della condivisione, del sorriso, dello stare insieme, della gentilezza e della compassione.
Tutti noi, entrando in questa scuola, siamo diventati allievi e studenti, perché sono questi bambini i nostri maestri, che ci ricordano ogni giorno che la felicità dipende solo da noi, che ci ricordano di continuare a studiare buddismo con Lama Tashi, che ci hanno aperto il cuore a emozioni sopite, che con i loro sorrisi hanno abbattuto barriere e sciolto corazze come fossero neve al sole.
Benvenuti in una scuola speciale, benvenuti nella scuola del paradiso.
Grazie a tutti, fratelli, sorelle, amici e figli della Tashi School, grazie per averci preso per mano e trascinato sulla strada giusta.
Grazie Lama Tashi per i tuoi 155 piccoli grandi miracoli.
Con immenso affetto.

Ho viaggiato tanto nella mia confusa esistenza, esplorando, scoprendo, cercando, senza mai trovare niente, ho girato per le strade di tutto il mondo in lungo e in largo senza sapere dove stavo andando.Viaggiavo per cercare, viaggiavo per capire, viaggiavo perchè avevo troppe domande senza risposta. Sono stata sotto migliaia di cieli stellati, ho conosciuto centinaia di persone diverse, ho ammirato tramonti bellissimi e paesaggi mozzafiato. Ma dentro di me non ho mai trovato la pace. L’irrequietudine e lo smarrimento crescevano sempre più, lasciando in me un senso di vuoto sempre più profondo, perchè, inevitabilmente, le sofferenze riaffiorano, perchè il dolore di una vita che non è stata sempre gentile con te non lo puoi cancellare con un bel tramonto, perchè i veleni di questo mondo sono troppi e troppo forti per farcela da soli. Poi, un giorno fortunato una mano gentile ha preso la mia e mi ha indicato la strada. Non è stato facile all’inizio ma ho deciso di afferrare quella mano con tutte le mie forze e di seguirla quella strada. Quella era la mano del mio Grande Prezioso Maestro Lama Tashi che mi ha accompagnato quest’anno nel viaggio più importante della mia vita.

Partiamo in 25 persone, diverse età, diverse esperienze, diverse aspettative. Ancora non ci conoscevamo e sicuramente nessuno di noi si aspettava di ritrovarsi dopo 15 giorni completamente trasformato. Il nostro viaggio inizia in salita: 1000 gradini per arrivare al favoloso Stupa di Swayambhunath. I primi mantra insieme, le prime barriere che cadono. Continuiamo il cammino spirituale insieme verso Patan con il tempio di Krishna, le 1000 statue di Buddha e il Tempio d’Oro. Indimenticabile la visita a Pharping, alla caverna di Padmasambhava, al Tempio di Vajirayoghini. Sotto una pioggia battente Lama Tashi ci ha insegnato la Puja delle bandiere e noi ci siamo inerpicati sulla cima della montagna per appenderle. Fradici, infreddoliti ma felici, tutti insieme, le nostre voci si sono unite in un grido liberatorio, verso l’infinito. Altre montagne, altri luoghi sacri, altra profonda meditazione a Namo Buddha dove abbiamo scoperto la forza della compassione. Quante volte ci siamo fermati a contemplare lo Stupa di Boudhanath, abbracciati, tenendoci per mano o tenendo la mano dei nostri amati bambini. E poi i monaci del Samtenling Gompa, la meditazione e la Puja con loro ci ha smosso qualcosa dentro, con una tale potenza che abbiamo voluto tornarci, per forza, per necessità. Poi l’incontro e la condivisione di anima, corpo e spirito con i nostri figli, fratelli e sorelle e amici, i bambini della Tashi Orphan School a Kathmandu…ma per loro non bastano due parole, loro meritano qualcosa di speciale, loro sono tutta un’altra storia…
Ed infine Nagarkot, sulle montagne Himalayane, la montagna del cuore. Un’esperienza divina, un luogo magico avvolto in un’atmosfera surreale. E’ difficile descrivere a parole l’energia e la spiritualità che si respirano in questo luogo. Eravamo a pochi chilometri dal confine con il Tibet e all’alba abbiamo fatto una meditazione speciale, con lo sguardo rivolto a  questa terra, alla terra del nostro Maestro Lama Tashi, alla terra dei nostri piccoli orfani. In questa occasione speciale e unica non ce l’ho proprio fatta, nessuno di noi ce l’ha fatta e siamo crollati, insieme, in un pianto liberatorio, purificati dalle parole del nostro Maestro, liberi, senza più maschere, senza corazze, senza dolore, senza paure…eravamo noi, consapevoli che il nostro cuore compassionevole era solo nascosto, consapevoli di aver trovato in questo viaggio qualcosa che nella vita non avrà mai prezzo.
Conserverò ogni singolo istante di questo viaggio spirituale nel più profondo del mio cuore perchè mi aiuti a non perdere più la strada.
Non possiamo scegliere da dove veniamo ma possiamo decidere dove vogliamo andare…
Ora io lo so dove sto andando, ora posso smettere di cercare, posso smettere di correre, ora posso fermarmi ad ammirare un tramonto, posso fermarmi ad ascoltare senza paura il suono dolce del mio respiro…finalmente con la pace nel cuore…finalmente…casa, finalmente…infinito amore.
Al mio Gyen Rinpoche Lama Tashi GRAZIE, dal più profondo del mio cuore.
Katia Salaorni

Sono partito lasciando un paese in cui ho tutto, benessere economico, un buon lavoro, una bella famiglia, tanti amici… ma sono partito con il cuore pesante, sono partito con il cuore pieno di rabbia. Ero arrabbiato perchè in questo mondo è dura; non sopportavo più lo stato di degrado culturale e spirituale che sta attraversando il nostro paese, la maleducazione, la violenza, il consumismo sfrenato. Ognuno è chiuso nel suo piccolo mondo e non fa entrare nessuno. Si lavora tanto, me compreso, solo per avere di più, sempre di più e il di più non ci basta mai…

L’8 Agosto sono partito per un viaggio spirituale che ha illuminato il mio cammino. Mi ha guidato il maestro giusto, mi ha accompagnato il mio Grande Maestro Lama Tashi che con le sue parole mi ha insegnato che la mia rabbia mi rende cieco, la mia rabbia è un veleno, la mia rabbia non mi rende migliore, con la rabbia non cambio niente.
A Namo Buddha ho contemplato il luogo della compassione e nel luogo dove il Buddha sacrificò sè stesso per compassione verso una madre tigre affamata ed ho iniziato a capire dove dovevo andare. A Nagarkot, in un luogo mistico e divino, tra le vette Himalayane, ho riscoperto la purezza dell’anima, ho respirato l’inebriante profumo della spiritualità che credevo di aver perduto per sempre. Una meditazione toccante e speciale con Lama Tashi ci ha smosso qualcosa dentro, qualcosa che a parole non so descrivere. E’ bastato vedere la commozione sui volti di tutti per capire che tutto era cambiato, per tutti, senza eccezioni.
Riparto da qui, riparto da me, riparto riscoprendo il mio io autentico, senza corazze, senza barriere. Riparto senza rabbia, riparto con la pace nel cuore, con la consapevolezza che la via della compassione e del donarsi agli altri incondizionatamente è l’unica strada verso la vera felicità.

REPORT VIAGGIO SPIRITUALE ALDO:
Viaggio spirituale…
basta guardare le ns foto con Lama Tashi mentre visitavamo il tempio
delle scimmie… chi sono quegli illuminati?
Che dire dei vostri sorrisi, delle cantate insieme, degli insegnamenti
con Lama Tashi nella scuola con le lacrime che scendevano dentro e
fuori noi… ognuno ha dato il meglio di sè con i ragazzi ed è stato
ricambiato con un affetto incalcolabile.
Cosa aggiungere se non con la vostra presenza costante nel mio cuore,
nei miei pensieri e la forza che ne deriva?
Posso solo ringraziare tutti quanti!!!
Le parole che mi sono rimaste sono: Gratitudine, Insieme, Amore incondizionato.

REPORT VIAGGIO SPIRITUALE CINZIA:
vita, mi ritrovai in una selva oscura chè la dritta via era smarrita…” il sommo poeta italiano, Dante Alighieri, inizia così il suo racconto del viaggio spirituale che lo porta a ritrovare sé stesso e curiosamente questi versi comparvero nella mia coscienza al mio arrivo a Katmandù. Ma dove sono capitata? Chi me l’ha fatto fare? Una città caotica, inquinata, sporca…ma diversa. Una sorta di caos calmo.
O meglio, è come se i tre gironi danteschi: l’inferno, il purgatorio e il paradiso, fossero mischiati insieme, inestricabilmente. L’arrivo all’orfanotrofio è stato scioccante. Già, chi me l’ha fatto fare? Io ho difficoltà di relazione coi bambini, non mi sono neanche simpatici….ma io vado a conoscere la “mia bambina”…chi sarà? Qual è la bambina che devo ritrovare e conoscere?…. Caspita, ma che bambini sono mai questi? Da noi non sono così! I nostri spesso sono nevrotici, sofferenti, molto litigiosi… questi sono sorridenti, accoglienti, amorevoli, si prendono cura l’uno dell’altro, non litigano fra loro… ed è per me iniziato un miracolo che non si è compiuto in tanti anni di psicanalisi… ho cominciato ad incontrare la mia bambina interiore, nascosta in un buco della mia coscienza.
Lama Tashi ci ha accolto con le quattro meditazioni illimitate: possano tutti gli esseri senzienti avere la felicità e la sua causa… ma qual è la causa della felicità?       Si è affacciata la mia bambina interiore… sì, forse quella chiave ce l’ha proprio lei! Mi vengono in mente le parole del Vangelo: “ti rendo lode oh Padre, Signore del Cielo e della Terra, perchè hai nascosto queste cose ai Potenti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”…,
oppure… “chi non ritorna bambino non entra nel Regno dei Cieli”…
Mentre i bambini hanno iniziato a cantare in Tibetano il Sutra del Cuore, la “mia bambina ferita” è venuta a rifugiarsi fra le mie braccia… quando si inizia a sciogliere un dolore antico è come quando si inizia a guarire da una grave malattia, c’è ancora dolore, ma pieno di compassione e cominciano a scorrere le energie dentro di sé… e poi è iniziato un nuovo mantra: DI…DI…DI…le spade che tagliano l’ignoranza, la paura, le inutili corazze difensive attorno al mio cuore… e poi l’incontro con Tara, la Compassionevole, in cui riconosco l’Archetipo della Vergine Maria… La “mia bimba” non c’è in orfanotrofio, Lama Tashi mi dice che è grande, ha finito la scuola ed ora è in India a studiare medicina. Che cosa curiosa, anch’io sono medico e il mio desiderio profondo è quello di curare le ferite del cuore ed è questo che mi ha portato all’orfanotrofio…”medico cura te stesso”… se non si fa questo, si fanno solo inganni, la vita in questo viaggio mi ha portato a me stessa, a curare la mia bimba e nel momento in cui l’ho capito, è iniziato il mio vero viaggio spirituale e l’incontro vero coi bambini che, insieme a Lama Tashi, sono stati i miei veri Maestri e ai quali va la mia riconoscenza dal profondo del mio cuore.

Siamo arrivate in questo paese pieno di colori, di gentilezza, di sorrisi che ci hanno fatto meravigliare ed emozionare.
Namobuddha è stata una delle mete che ha suscitato in noi il vero sentimento della compassione sia attraverso il racconto fattoci da Lama Tashi che dal luogo stesso, con il piccolo tempio circondato da uno splendido panorama.
Molto suggestiva anche la benedizione delle bandiere con le preghiere, nonostante la pioggia ci ha fatto sorridere insieme al gruppo e ai locali che ci hanno aiutati ad appenderle.
Di questo viaggio le meditazioni sono state il momento più bello, Lama Tashi ci ha guidato verso la consapevolezza interiore di ognuno di noi donandoci con le sue parole un ritorno alla gioia, alla compassione e all’amore verso tutti gli esseri senzienti.
Ora a distanza di una settimana il nostro cuore sorride nuovamente grazie a Lama Tashi e ai suoi meravigliosi bimbi che ci hanno accolto.
Con affetto

E’ passata una settimana dal nostro rientro in Italia, e Vi confesso che fatico ancora ad abituarmi alla quotidianità, perchè spesso la mente si lascia ancora rapire dalla magia di Kathmandu.
ll Nepal è ancora tanto dentro di me, per la grande nostalgia che mi ha lasciato quella terra, per tutti
quei luoghi che abbiamo visitato e che mi hanno, anzi ci hanno fatto vivere emozioni così intense e profonde da regalarci
tatuaggi indelebili nel nostro cuore.
Per le preghiere fatte nelle terre del Buddha, per l’aria di profonda spiritualità che si respirava, per la bellezza e la grande
forza delle cerimonie alle quali abbiamo assistito e per le quali ho provato una gioia talmente intensa da arrivare alle lacrime.
Per i preziosi insegnamenti e per le parole di saggezza che ci ha regalato ogni giorno il nostro Venerabile Lama Tashi.
Per il magico, bellissimo, indimenticabile incontro con i ragazzi dellla “Tashi Boarding School”. Per tutti i loro occhi brillanti
come stelle, per tutti i loro sorrisi, per tutta la loro gioia, per tutte le parole dolcissime, per tutto l’amore  che ci hanno rega-
lato,  e che come cibo prezioso hanno nutrito la parte più profonda di me stessa….E per ultimi, ma non ultimi….
Per tutti voi, che per la vostra gentilezza, simpatia, allegria, disponibilità, avete fatto in modo che questo tempo passato
insieme, diventasse uno dei momenti più belli della mia vita…che porterò sempre nel cuore ! E ne sono convinta a tal punto,
che riprenderei l’aereo immediatamente per ricominciare con voi una nuova avventura a Kathmandu!!!!!

Sono stata in una terra, dove le donne
sorridono con gli occhi
e la loro bellezza è senza tempo.
Dove i babini guardano ancora l’azzurro
del cielo,
dove le notti hanno ancora sogni
da regalare.
Sono stata in una terra, dove le preghiere si
impastano con il fango delle strade,
con il gas di scarico del traffico,
per poi volare  fino a raggiungere quelle vette
così alte, che con i loro denti aguzzi sembrano
divorare la nebbia del tempo.
Sono stata in una terra che ho sentita mia
appena i miei occhi l’hanno accarezzata,
dove ho desiderato sciogliermi in migliaia
di particelle per diventare parte di essa,
per poi ricompormi in pace con il mondo e
con me stessa.
Sono stata in quella terra lontana
e lì è rimasto il mio cuore…
che non vuole più tornare.

Vi abbraccio tutti,  spero a presto…. chissà… un baciotto

Il viaggio spirituale organizzato da Tashi Lama ad agosto è stata senza dubbio l’esperienza piu’…illuminnate che mi sia mai capitata!
Devo ammettere che i giorni prima di partire ero un po’ timorosa…15 gg a Kathmandu…in un asilo…con i bimbi orfani….pensavo: roba da Madre Teresa di calcutta!! Mi chiedevo se sarei stata all’altezza!!
…E invece è stata una avventura meravigliosa, una scoperta da fare giorno per giorno.
La scoperta di me, del mio cuore, dell’amore incondizionato, della compassione per tutti gli esseri viventi.
Sono partita con il cuore chiuso…e oggi è aperto al mondo, alle persone vicine e lontane.
Lo hanno aperto i sorrisi e gli abbracci dei bimbi…lo stare mano nella mano….le meditazioni con lama tashi…la condivisione con il Gruppo.
Finalmente ho scoperto che cosa vuole dire vivere…e spero con tutto il cuore che sempre piu’ persone vogliano fare questa esperienza e scoprano come si puo’ vivere nella pienezza.
Grazie Lama Tashi, grazie bimbi della Tashi School e grazie gruppo meraviglioso!!

Italia- Khatmandu- Tashi boarding school,  8- 18 Agosto 2014. Luoghi e tempi. Avere tutto, ma non sentire pace ed essere sempre alla ricerca di qualcosa di altro. Non avere niente, ma vivere con pienezza di spirito. Reportage: ri-
Queste sono le prime parole che sento di riportarvi di un’esperienza unica e senza pari: un viaggio spirituale con Lama Tashi in Nepal a Khatmandu, dove si trova La Tashi boarding school, la casa e la scuola per più di 155 bambini orfani tibetani che Lama Tashi dal niente, ma con la forza del suo grande cuore, è riuscito a costruire e a donare a dei meravigliosi bambini. I bambini lo chiamano Gyen Rimpoche, prezioso maestro, ma anche padre, perché lui è veramente un Padre per tutti loro. Con la sua gentilezza, con la sua pace interiore,  Lama Tashi é veramente un padre, un grande padre educatore per tutti loro.
23 persone italiane, di età diverse, con storie diverse, con professioni diverse, ma tutte accomunate dal desiderio, anche a volte inconscio, di andare oltre, oltre la loro quotidianità, oltre le loro certezze, oltre i propri limiti: nel corso di questo viaggio ci siamo incontrati, e abbiamo incontrato i bambini dell’orfanotrofio e i loro bravissimi insegnanti.  Abbiamo giocato con loro, abbiamo svolto, spesso improvvisando, tantissime attività, divertendoci tutti tantissimo. Abbiamo salito i 1000 scalini che portano allo stupendo stupa di Swayambunath, pregando e recitando mantra dai suoni pacificatori. Abbiamo assistito ad una puja tenuta da monaci tibetani nel Samtenling Gompa, un antichissimo monastero ufficiale del governo tibetano in esilio. Abbiamo visitato Namo Buddha, la caverna di Padmasambhava, lo stupa di Boudhanath, luoghi sacri dove i Buddha sono vissuti ed hanno raggiunto l’illuminazione. Sulla montagna di Pharping abbiamo imparato la puja delle bandiere.
E ogni sera, prima di andare a dormire, ci ritrovavamo sulla terrazza al 2° piano della nostra guest house per il piacere di scambiarci le emozioni della giornata, per raccontarci le nostre vite, per riflettere insieme.
Ognuno di noi è stato toccato da qualcosa di grande e di speciale, ed è tornato trasformato: all’alba di uno degli ultimi giorni, di fronte alle maestose vette himalayane che si possono osservare con occhi increduli dalla collina di Nagarkot, nel corso di una meditazione tenuta da Lama Tashi, qualcosa di potentissimo è entrato dentro a tutti noi.
Tutti avevamo le lacrime agli occhi, ognuno di noi si è mostrato per quello che veramente ed interiormente era in quel preziosissimo momento: ognuno di noi era stato toccato da una forza divina e magica, e i cuori si sono aperti ad una reale condivisione emotiva. Le lacrime curano e ci rendono meno spiritualmente ciechi, come le lacrime di Rapunzel, la fovola che avevo raccontato pochi giorni prima ai bimbi dell’orfanotrofio (una casualità?), rendono la vista al suo principe cieco.
Ecco, questo è personalmente l’insegnamento più prezioso che mi ha donato questo meraviglioso viaggio fuori e dentro me stessa: aprire il cuore alla condivisione emotiva. La vita, diceva un famoso poeta brasiliano, è l’arte dell’incontro: incontrare Lama Tashi e i suoi bambini è l’incontro che auguro a tutti voi.
Grazie Lama Tashi. Grazie bambini. A presto!

Mi chiamo Giulia Giuffredi, sono una ragazza di 18 anni che suona il pianoforte e che si sta diplomando al liceo delle scienze umane. Sono originaria di Montechiarugolo nella provincia di Parma, e quello che sto per raccontarvi è quello che ho avuto l’occasione di vivere in prima persona sia in Italia che poi, dall’8 al 22 agosto 2014, in Nepal.
L’incontro con il mio maestro Gyen Rinpoche Lama Tashi, è uno di quegli incontri per cui non finirò mai di ringraziare la vita e, come tutti gli incontri più belli e significativi, è avvenuto per caso. La prima volta che l’ho visto, risale ormai a tre anni fa. Fin da subito ho capito che sarebbe stato una presenza molto importante nella mia vita, sentivo l’energia che gli scorreva dentro e soprattutto con le sue parole mi apriva la mente su concetti e mondi di cui prima ignoravo l’esistenza. Lama Tashi mi è sempre stato vicino, ha curato la mia anima e il mio corpo come avrebbe fatto un padre amorevole, mi ha sempre ascoltato e mi ha sempre indirizzato verso la soluzione da intraprendere per risolvere vari problemi. Avevo l’anima avvelenata ed è grazie a Lui se ora sono qui a scrivere con il sorriso sulle labbra e non più le lacrime che mi rigavano il volto solitamente. E’ diventato ben presto per me una figura che io identificavo come padre. A lui ho affidato la mia piena e più totale fiducia, insieme a tutto l’amore e la gratitudine che sono in grado di provare. E’ proprio grazie a Lui, il mio maestro Lama Tashi, che ho avuto l’opportunità di fare il Viaggio Spirituale in Nepal in Agosto 2014. Ed anche per questo viaggio lo devo ringraziare immensamente. Lama Tashi infatti sosteneva che io necessitavo di questo viaggio, avevo bisogno di stare su una terra sacra, avevo bisogno del Nepal in poche parole, perché dopo il Nepal niente sarebbe stato più uguale.
Infatti è stato proprio così.
Sono partita dall’Italia con l’anima affaticata e ammalata. Di conseguenza, anche il mio corpo, non era al massimo della forma. Ero senza energie e non avevo speranze per il futuro. Appena arrivata a Kathmandu e messo piede sul suolo nepalese, con l’eccitazione che mi pervadeva per aver fatto il mio primo volo, nonostante non conoscessi quel paese, nonostante risultassi come un’estranea a quasi tutte le persone con cui incrociavo il mio sguardo, là, ho sentito che finalmente ero arrivata a casa. Quella casa che una persona a volte cerca per tutta la vita. Perché non è il tetto sotto il quale dormire, ma è quel luogo in cui la tua anima non si sente in prigione e tu improvvisamente ti senti parte di qualcosa. Mi sono sentita, per la prima volta nella mia vita, non un’emarginata ma una parte integrante dell’Universo. Ero io ed ero nel posto giusto. L’ansia che di solito mi attanagliava era sparita, così come tutte le mie paure. Avevo la mente libera, sorprendentemente libera. E questo è solo l’inizio.
Sapevo che stavo affrontando un viaggio spirituale, e quindi mi sono messa in gioco al cento per cento. In ogni luogo sacro che visitavamo, oltre ad affidare le mie preghiere e i miei desideri, donavo tutta me stessa. Sentivo che era l’unica cosa che potevo fare. Non avendo altro da offrire, offrivo me stessa. Offrivo me stessa e in ogni luogo invece che sentirmi svuotata, mi sentivo riempita di nuova energia e di nuova consapevolezza. In ogni luogo sacro che abbiamo visitato e in ogni centimetro di Nepal che ho avuto l’onore di respirare, vivere e camminare, le uniche emozioni che si facevano strada dentro di me erano gioia e amore. Un amore talmente grande che sentivo finalmente la vita scorrere in me e sentivo finalmente che anche io avevo uno scopo nella vita, non ero nata per puro caso, avevo un obiettivo. Grazie alle preghiere assimilate in quella Terra, ho ritrovato me stessa, accovacciata in un angolo recondito della mia psiche a prendere la  polvere. Grazie alle preghiere e alla forza di quella Terra, sono riuscita a recuperare me stessa, a trarla in salvo e a farne parte integrante della mia vita. Se prima non sapevo chi ero, ora lo so e so anche descrivermi.
Parte integrante della mia esperienza sono stati anche i ragazzi della Tashi Boarding School, che con il loro sorriso e la loro spontaneità mi hanno dato l’opportunità di trovare centinaia di fratelli e di sorelle da portare del cuore. Mi hanno fatto sentire che non ero sola. Mi hanno donato amore, saggezza ed anche forza. Ricordo ancora quando una bambina di nome Sonam, che mi si era affezionata parecchio, abbracciandomi mi ha detto che ero la sua mamma. Nonostante la mia giovane età ho capito che come a me arrivava il loro amore, a loro per fortuna arrivava il mio, insieme a tutto il mio affetto e al mio stupore. Porto nel cuore i loro sorrisi e le parole. Parole talmente belle che sono state e sono tutt’ora uno spunto di crescita e di forza. Hanno visto in me ciò che realmente sono, facendomi sentire subito a mio agio. A Kathmandu le mie giornate scorrevano come acqua limpida. Al mattino visitavo posti di grande importanza per il Buddhismo e quindi di grande importanza anche per me, che mi hanno donato la miglior cosa che io potessi ricevere, ovvero la libertà. Iin Nepal ho sentito crescere dentro di me questa forza, che ha iniziato a manifestarsi sotto forma di libertà dagli attaccamenti come primo step. Al pomeriggio visitavo la TashiBoarding School, dove insegnavo pianoforte ad un gruppo di ragazzi, che, insieme a tutti gli altri, mi hanno fatto capire che se prima mi lamentavo del fatto che non avevo sorelle o fratelli, ora ne ho almeno cento. Cento bellissimi fratelli con cui condividere tutto.
Il mio maestro Gyen Rinpoche Lama Tashi aveva ragione, la sua profonda saggezza si è manifestata ancora. Non ci sono parole che possano descrivere alla perfezione ciò che ho provato, ciò che ho visto, e quanto sono a grata a Lama Tashi e al Nepal. Perché ho provato e trovato cose che non credevo neanche possibili, in così poco tempo.
Posso solo dire che sono partita dall’Italia che soffrivo di depressione, instabilità emotiva, carenza di fiducia in me stessa e nel futuro, autolesionismo, forti attacchi di rabbia e disordini psichici e alimentari.
Sono ritornata in Italia che “soffrivo” di profonda felicità e di tantissima voglia di ritornare in Nepal. A Kathmandu ho lasciato un pezzetto di me, così da avere sempre pronta una scusa per prendere l’aereo e tornare in quella che sento la mia casa. Ha cambiato me e di conseguenza il mio futuro. Rendendolo migliore. Non posso fare altro che tornare in quella Terra, ogni volta che mi è possibile per omaggiarla e ringraziarla.
Non posso fare altro che pregare per una lunga vita per Gyen Rinpoche Lama Tashi che è per me maestro, amico, padre e soprattutto colui che mi ha salvato mille volte dalla morte.
Non posso fare altro che tornare a casa. Là dove volano le preghiere e i sorrisi sono tutti veri e spontanei.

Perché, a volte, per ritrovarsi basta soltanto andarsene dalla nostra routine quotidiana. Perché, a volte, per salvarsi basta affidarsi. Perché, a volte, i sogni si avverano in un altro fuso orario. Perché, a volte, le parole non renderanno mai giustizia a ciò che si è vissuto, perché là ho trovato il mio mondo e si può ben capire che descrivere il proprio mondo è impresa assai ardua.