Testimonianze dal Viaggio Spirituale 2016

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Testimonianze dal Viaggio Spirituale 2016 2017-11-03T22:56:07+00:00

Ecco alcune testimonianze del viaggio spirituale avvenuto nel 2016.
Clicca sui blocchi che contengono i nomi per vedere le parole dalla viva voce di chi ha partecipato.

Nepal, viaggio spirituale                                                                12-26 agosto 2016

Parto.
Parto per ritrovare me stessa.
Per trovare un po’ di calma.
Per stare da sola.
Per imparare a vivere la solitudine.
Per tornare a riflettere.
Per scrollarmi di dosso la superficialità che mi sembra di aver accumulato negli ultimi anni.
Per stupirmi.
Per andare incontro ai miei timori. Per cercare di superarli.
Per tornare a sorridere con energia.
Per rivedere quegli occhi pieni di amore.
Per scoprire la vera bellezza ed innamorarmene.
Per ricordarmi di vivere a pieno ogni giorno senza sprecare un minuto.
Per non essere pigra.
Per mettermi alla prova.
Per stare bene.
Per tornare a stupirmi delle piccole cose, capire e ricordare quanto sia prezioso tutto ciò che ho.
FINALMENTE RIPARTO.

Le premesse c’erano, ed erano anche molto forti.
Nessuno pensava che sette anni dopo sarei tornata in quell’orfanotrofio, in quella terra così diversa dalla mia… forse nemmeno io. Eppure negli ultimi anni sentivo il richiamo di quell’energia, quell’amore e quella gioia che da tempo mi sembrava di aver perso. Qualsiasi cosa facessi, in qualunque posto andassi, mi sentivo persa. E non so spiegare il motivo, ma nella mia mente la soluzione a questo scombussolamento diventava sempre più chiara: avevo bisogno di tornare in Nepal, di tornare dai bambini della Tashi School.
E così sono ripartita e il solo pensiero di ritrovare quei bambini per me così importanti, mi faceva stare meglio. Figuriamoci quando sono rientrata, sette anni dopo, in quella scuola. È stato come essere travolti da un’energia potentissima, un’energia che mi ha caricata fin da subito e mi ha fatto affrontare l’intero viaggio spirituale con una gioia infinita.
Ora, a distanza di una settimana e dall’altra parte del mondo, sento ancora la loro carica, la loro forza, la loro felicità e il loro amore. Questi bimbi sono enormemente grati per il tempo che ogni volontario passa con loro, ma non si rendono conto del regalo immenso che fanno ad ognuno di noi: io, ad esempio, sono tornata a sorridere con gli occhi e con il cuore, ed era proprio ciò di cui avevo bisogno.
Grazie bimbi, perché affrontare la vita con la vostra vitalità ed il vostro coraggio fa un po’ meno paura.
Grazie, perché ci ricordate ogni giorno quanto sia semplice essere felici, basta volerlo.
Grazie, perché il mondo ha bisogno di bambini come voi, di cuori puri, della vostra leggerezza e bellezza.
E un immenso grazie a colui che ci ha accompagnati in questa avventura: il meraviglioso maestro Lama Tashi.
È stata un’enorme gioia averlo al mio fianco alla scoperta di terre così importanti e cariche a livello spirituale e le meditazioni fatte nei luoghi sacri ed i suoi insegnamenti hanno reso il tutto ancora più potente, unico e significativo.
Ora affronto la mia quotidianità con più serenità, grazie a tutto ciò che ho imparato dai bimbi, dal nostro maestro e dal gruppo col quale ho condiviso l’intera esperienza.
Tashi Delek!

Non è stato semplicemente un “viaggio” .
Fin dall’inizio il timore che qualcosa m’impedisse di partire,
per fortuna non è stato così. L’incognita del volo, così lungo,
e dei compagni d’avventura, che non conoscevo.
Il Nepal poi, visto solo sulla guida, e i bambini,
che ero impaziente di conoscere ma preoccupata
di non farmi capire, non sapendo l’inglese.
Finalmente la partenza, la conoscenza degli altri e l’arrivo.
Niente era paragonabile a ciò che avevo letto e immaginato,
tutto era ampliato all’ennesima potenza, il caldo umido,
la polvere, i suoni, gli odori, i colori ma più di tutti i sorrisi,
indescrivibili quelli dei bambini quando ci hanno visti.
I posti che abbiamo visitato hanno assunto un ché di magico
accompagnati dai racconti e dalle preghiere del ns. “padre” spirituale
Lama Tashi, più di una volta mi sono commossa e sentita parte del Tutto,
pur essendo di un’altra religione, perché quando si percepiscono
l’amore e la compassione, non esistono divisioni o fedi differenti.
I bambini e ragazzi della scuola poi sono stati una palestra di vita,
i momenti trascorsi insieme preziosi e intensi anche se sempre troppo brevi.
Non serviva sapere l’inglese, con loro bastavano gli sguardi
e i sorrisi per intenderci e far scattare abbracci, giochi, disegni, foto…
La loro semplicità, disciplina ed educazione è disarmante e fa riflettere,
soprattutto adesso che sono tornata alla vita di tutti i giorni,
che inevitabilmente paragono.
Questa esperienza lascia un segno, diverso certo per ognuno di noi,
a seconda di come si è pronti e predisposti a viverla, ma senza dubbio
arriva ed entra anche nei cuori più chiusi e l’effetto continua, giorno
dopo giorno; è sicuramente il più bel souvenir che ci siamo portati a casa.
Sono infinitamente grata al Tutto e a tutti di questo dono.

“Perché vuoi andare da quei bambini in Nepal?”.
In tanti mi hanno fatto questa domanda e io sembravo non saper dare una risposta convincente. Non so quali parole si aspettassero da me, sapevo però cosa mi aspettavo io dal viaggio: nulla.
“Ma quindi credi che il viaggio non ti porterà nulla?” era un altro degli interrogativi comuni. “Mah -provavo a dire grattandomi la testa- in realtà non attendersi nulla forse non vuol dire che non accadrà nulla”, vedevo però facce perplesse sparse tra qualche silenzio.
E insomma, alla fine ce l’ho fatta a partire senza aspettative, realizzando la piccola magia di tenere ferma la mente. C’era da convincerla a non immaginarsi situazioni, sensazioni, proiezioni. Per me era la prima volta in Asia, la prima esperienza in un Paese povero, la prima occasione di stare a contatto con 100 bambini tutti insieme, la prima immersione profonda nella filosofia buddista. Come avrebbe potuto la mia mente immaginare cose di cui non sapeva nulla? Eppure non ho dubbi che l’avrebbe fatto se le avessi dato campo libero. Così un giorno mi sono decisa e le ho detto chiaro e tondo che mi sembrava le servisse un po’ di riposo. E lei ha accettato.
A quel punto è stato come partire per Kathmandu senza valigie, al check-in il mio unico bagaglio era un foglio bianco di carta assorbente. Lì si sarebbe scritto, disegnato e impregnato tutto per come stava: l’energia dei bambini e dei compagni, quella dei luoghi e degli avvenimenti e anche la mia; tutto mescolato e incanalato insieme per come doveva essere.

È stato un viaggio meraviglioso e indimenticabile. Sono ormai settimane che sono tornata ma continuano ad affiorare in me sensazioni nuove ogni giorno. Sono felice di stare a vedere dove tutto questo mi porterà e sono completamente serena.
Stare nel flusso naturale mi pare un bene e ogni giorno di più mi sembra anche facile. Mi sono dimenticata dei remi, serviti tante volte in passato per provare ad andare contro la corrente e loro -nel frattempo- sono scivolati giù dalla barca. Altra liberazione! È così che ho potuto vivere tutto intensamente e stando in ogni momento.

Ci sono luoghi sacri laggiù, con un’energia potente che ti attraversa senza spiegazioni, e senza guardare la tua esperienza o conoscenza di quella cultura. È un’energia che vede nei cuori: se ci trova quel che dice lei allora passa, incurante del curriculum e lasciando dietro di sé preziosi doni.
Ci sono stati momenti magici sbocciati all’improvviso tra le persone, scintille di condivisione, situazioni così poco “casuali” che in più di un’occasione mi è venuto da fermarmi e sorridere al Cielo dicendo piano: “Sì, sì, ho capito!”.
E poi ci sono i bambini, ultimi in elenco ma primi per importanza. La prima lezione che insegnano è a cambiare prospettiva (che poi è una benedizione per la vita). Arrivi pensando di essere tu che darai a loro, trattandosi di orfani bisognosi di amore e poi scopri che accade il contrario o comunque anche il contrario. Un giorno una bimba tra le più piccole, dopo avermi dato uno dei suoi potentissimi abbracci, ha fatto un mugugno, una specie di mmh come a voler dire: “Ecco, ora mi sembra che tu stia un po’ meglio, puoi andare a giocare con gli altri bambini”. Era vero.
Sentire i bimbi pregare e recitare i mantra è stata un’esperienza superiore. Chiudendo gli occhi mi immergevo in una dimensione ampia e profondissima; chiedo scusa se non so descriverla ma è qualcosa che attiene davvero a un altro piano della percezione.
Passando il tempo con loro sembra “solo” di essere lì a divertirsi insieme ma poi -l’ultimo giorno- capisci che sul tuo cuore ci hanno scritto a penna. Ogni giorno risento le risate, le voci, il contatto con le loro manine, gli abbracci che iniziavo a riconoscere anche a occhi chiusi e soprattutto quel legame che ci unisce senza alcun nodo.
Ora, se mi capita una sera di guardare le stelle, non mi stupisco se ho l’impressione di vederne alcune collegate. Ora tutto ha più senso.

La mia profonda gratitudine a Lama Tashi e a tutti i bimbi della scuola, ai compagni di viaggio e a Katia in particolare, a Stefano grazie al quale tutto ha avuto inizio e ai Maestri che ho la benedizione di avere sempre vicino. OM

Partire, senza aspettative, per un viaggio spirituale nella terra nepalese una delle patrie del Buddhismo con una entità del calibro di Lama Tashi  credo sia stata la cosa giusta.

Osservare e vivere il ritmo, l’energia e la spiritualità di quella terra è stato un dono prezioso, ora si! lo posso affermare ritornando al ritmo e all’energia della terra italiana da me amata. Vivere a stretto contatto e partecipare, in parte, alle attività del monastero che gestiva la guest house, che ci ospitava, mi ha fatto comprendere la bellezza dell’essere umano impreziosita dagli insegnamenti spirituali del dharma ancora vivo grazie a un lungo e interrotto lignaggio. Questa spiritualità così pura e viva è stata rimarcata dalla visite e dalle puja che abbiamo assistito nei monasteri visitati con lama Tashi. Si ogni luogo antico del lignaggio buddhista era in connessione con la notte dei tempi e pieno di queste energia spirituale e di amore incommensurabile.

Altro aspetto sbalorditivo è quello che dovevamo portare ai bambini della Tashi School gioia, spensieratezza, allegria e amore ma questi bambini  meravigliosi, educati ad una spiritualità rara in cui sono racchiusi anche i valori della fraternità e della condivisione, in modo semplice e naturale ci hanno loro donato quei valori che avremmo dovuto portare noi.

Sono tornato a casa ricco di una spiritualità unica e indescrivibile e con tanti fratelli e sorelle e un compleanno in più, ovunque sarò il 22/08 festeggerò assieme a voi il nostro compleanno.

Tashi Delek

Viaggio spirituale Agosto 2016

Da questo inverno provavo due desideri profondi: fare un pellegrinaggio in luoghi sacri e
offrire aiuto in un orfanotrofio.
Chiedi e ti sarà dato!
Un amico mi ha parlato di questo viaggio organizzato da Lama Tashi e non ho avuto un
attimo di ripensamento!
E’ stata un’esperienza molto intensa e soprattutto è stato intenso e toccante conoscere i bimbi della Tashi Orphan School.
Un incontro con delle creature così meravigliose e speciali!
Nonostante il vissuto di dolore, che a momenti traspare nei loro occhi, questi bimbi riescono a
mantenere un cuore aperto a una gioia e un amore senza confini.
Sono così felice e grata di averli incontrati!
Possa questo incontro di cuori generare un’immensa Luce.