IL PRINCIPE DRIMEH KUNDEN

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IL PRINCIPE DRIMEH KUNDEN2019-05-27T11:30:29+00:00

Drimen Kunden è la storia di un famoso jataka (le vite precedenti del Buddha). L’opera è stata adattata da una storia che si trova nelle scritture Buddhiste (Tengyur) chiamata “il Sutra del Principe Sudana”. Questa versione è stata tradotta dai manoscritti originali in possesso dei giocatori Batang nel Tibet occidentale nel 1931.

Introduzione

Tanto tempo fa, la terra di Beta era governata dal Re Sayong Drakpa. Sayong Drakpa era un Re molto potente: comandava più di mille ministri e sessanta principi, e possedeva tesori rari e meravigliosi. Tra questi tesori vi era la pietra che esaudisce tutti i desideri: si diceva che questa pietra portava molta fortuna a chi la possedeva.

Trama

C’era una volta un Principe. Qualche istante dopo essere venuto alla luce pronunciò le parole “Om Mani Padme Hum”. Fu chiamato Drimeh Kunden, che significa “Colui che possiede tutte le purezze”. Il Principe era molto saggio. Comprendeva la natura della sofferenza di tutti gli esseri e soffriva a tal punto che piangeva ogni volta che vedeva la sofferenza negli altri. Il Re, suo padre, era molto ricco, e il Principe gli propose di dare in elemosina un po’ delle sue ricchezze, al fine di alleviare un po’ di sofferenza nel mondo. Il Re amava molto suo figlio e acconsentì alla proposta.

I ministri del Re non erano d’accordo con il modo di fare del principe, dicevano che al posto di girare per il Regno sperperando i soldi con l’elemosina avrebbe dovuto sposarsi con una ricca Principessa, in modo da accumulare ancora più ricchezze.Fu stabilito che il principe prendesse in moglie Mande Sangmo, una ragazza bellissima, pura, umile e religiosa che proveniva da Penajen. Quando i due si incontrarono per la prima volta fu amore a prima vista. Vissero felici e in armonia, ed ebbero tre figli, due maschi e una femmina.

Un giorno il Principe e suo padre stavano camminando nel giardino. Il Principe sembrava triste, e il Re gli domandò il perché di quello stato d’animo. Il Principe rispose che la sofferenza causata dal ciclo continuo della nascita, della vecchiaia, della malattia e della morte gli procurava molto dolore. Allora il Re lo esortò a non darsi pena per gli altri che soffrono a causa delle loro azioni, ma piuttosto di essere felice, e di godere della ricchezza e della fortuna che aveva. Il Principe rispose che se avesse potuto donare tutte le ricchezze del padre ai poveri, si sarebbe liberato dall’infelicità. Il Re, per amore del figlio, acconsentì e il Principe distribuì elemosine tra i poveri del mondo.

A quel tempo, la regione vicina era governata da un Re malefico e immorale. Voleva la pietra che esaudisce i desideri che apparteneva ai tesori di famiglia del Re Saang Drakpa. Offrì metà del suo regno a qualsiasi suddito che fosse riuscito ad ottenere quella pietra. Un vecchio uomo accettò l’offerta e partì per la regione di Beta. Quando fu vicino al palazzo del Re iniziò l’uomo a piangere. Il Principe accorse per vedere cosa stesse succedendo, e quando vide il vecchio uomo dall’altra parte del cancello, gli disse che avrebbe esaudito qualsiasi richiesta di un vecchio uomo stanco. Il vecchio raccontò al principe una storia tristissima sulla sua famiglia che stava per morire di fame. Il Principe donò al vecchio molti gioielli. Il vecchio però gli disse che desiderava ricevere solo la pietra che esaudisce tutti i desideri.

Il Principe non possedeva quella pietra, e cercò di spiegarlo al vecchio. La pietra apparteneva al Re, quindi il principe non poteva regalarla. Il vecchio protestò dicendo che aveva fatto un viaggio molto lungo per vedere il principe; infuriato, se ne andò. Il Principe lo richiamò indietro e gli disse che gli avrebbe dato la pietra che esaudisce tutti i desideri.

Passò un mese da quel fatto, e il Re notò che mancava la sua pietra preziosa. Quando seppe da un ministro che il figlio aveva donato la pietra, andò su tutte furie. Il Re chiamò in udienza il figlio. Si lamentò della perdita delle ricchezze e del regno. Il figliò avrebbe preferito che il padre fosse meno attaccato alle sue ricchezze. Gli spiegò che avrebbe dovuto donare con gioia anche i figli, la moglie, addirittura la sua vita a qualsiasi mendicante.

Gli alti ufficiali condannarono a morte il Principe per avere rubato la pietra. Il Re modificò la condanna e ordinò che il Principe e la sua famiglia fossero mandati in esilio per 12 anni nel Regno del Monte Hashang. La famiglia si mise in viaggio e il Principe esortò la moglie a rimanere indietro. Le spiegò che avrebbe voluto dare lei e i suoi figli ai mendicanti. Ma la Principessa era decisa a seguire il Principe e i suoi servi ovunque.

Si misero in viaggio, e presto, lungo la strada il Principe diede in elemosina tutti i suoi averi. Alcuni Bramini fermarono il Principe e gli chiesero l’elemosina. Il Principe disse che non aveva nulla da dare e i Bramini chiesero di avere i tre bambini reali. Sangmo protestò, ma i bambini furono consegnati con dolore ai brahmini, e la coppia reale proseguì il viaggio da sola.

Gli Dei Indra e Brahma vollero mettere alla prova il Principe con il voto dell’elemosina. Si manifestarono sotto forma di Bramini e gli chiesero l’elemosina. Il Principe disse che non aveva nulla da dare, e loro fecero richiesta della Principessa. Il Principe sapeva che doveva fare fede al voto, ma provò una grande compassione per Sangmo, che aveva sofferto troppo. La consegnò ai Bramini, pregandola di andare con gioia. Dopo avere camminato per un po’, gli Dei rivelarono la loro vera identità al Principe, restituirono la Principessa e promisero che sarebbe stato felice in futuro. La coppia reale fu portata in una città illusoria di una bellezza straordinaria, dove furono intrattenuti per sette giorni. Il Principe disse che non potevano restare, così la città svanì, e Drimey e Sangmo proseguirono il loro viaggio.

Al limitare di una foresta buia, incontrarono un eremita dalla lunga barba gialla. Li avvertì dei pericoli che imperversavano in quel luogo oscuro, ma la coppia proseguì ugualmente. Nella foresta c’erano molti animali selvaggi e feroci. Il Principe parlava loro con immensa calma e chiarezza e gli animali si calmavano e diventavano mansueti. Drimeh e Sangmo vissero in quel luogo desolato per 10 anni. Alla fine, giunse il momento di partire, e salutarono le creature della foresta. I genitori reali si riunirono con i loro figli. Giunti quasi al regno del padre di Drimeh, un mendicante cieco implorò il Principe di donargli gli occhi. Il Principe estrasse immediatamente un coltello e si tolse gli occhi. Più tardi il Principe pregò Dio di dargli nuovi occhi affinché potesse continuare il suo viaggio. E così fu.

Dopo dodici anni di assenza, il Principe fu accolto con gioia e in pompa magna. Il Re implorò il perdono e gli offrì tutti i suoi tesori da dare in elemosina. Il Re annunciò che il Principe Drimeh Kunten sarebbe diventato il nuovo Sovrano. Tutte le persone si prostrarono prima di lui. Sotto il governo del Principe Drimeh Dunden, il Regno di Beta prosperò e divenne più potente. Drimeh e Sangmo alla fine raggiunsero l’illuminazione.